Com'é vivere con la Tourette?
- 18 gen
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 21 gen
“Io non sono in alcun modo un medico, un dottore, uno che può dare consigli o terapie. Magari qualche rito magico alla World of Warcraft, però stiamo con i piedi per terra.”
Com'è la Sindrome di Tourette?
Ho letto tutti i vostri commenti e ce n’era uno che mi ha colpito particolarmente: mi hanno chiesto cosa si prova ad avere la sindrome di Tourette.E la verità è che non lo so, perché credo di non averlo mai saputo.
Io ho tic da quando ho ricordi: tossire, sputare, fare versi con la lingua. A scuola dalle suore era tremendo, dovevo rinchiudermi in bagno. Non c’era ancora una diagnosi di Tourette, quindi ero solo un disturbo, soprattutto durante le preghiere. Ma non l’ho mai pensato come qualcosa di strano: semplicemente non sapevo la differenza.
Da piccolo ero iperattivo, più ero stanco più ero iperattivo. Ero il bambino strano, quello con cui “mio figlio non ci deve giocare”. C’erano insegnanti che dividevano il campo della ricreazione e compagni molto ben educati che ci tenevano appositamente distanti.Eppure io ero un gran bel figo e non lo sapevo.
È come chiedere a una persona che non ha mai camminato cosa provi a non aver mai camminato: non lo sa, non c’è un metro di paragone.Hai un nome di quello che hai, sei conscio che tante cose derivano da questo, come le ossessioni, ma quando ero piccolo mica lo sapevo.
Una delle frasi che mi mandava fuori di testa era: “So benissimo come ti senti.” No. Chi non ha la Tourette non sa come ci si sente.Non sa cosa vuol dire dover fare una cosa perché se no stai male, doverla fare ripetute volte, o farvela fare a voi.
Magari imitate un nostro verso e non ci parte un tic che dura un anno.Magari mamma devi girare a sinistra invece che a destra, no, due giri a destra e due a sinistra, perché non riesco a concepire solo una cosa invece dell’altra. È proprio un blocco a livello mentale.
Non so com’è non averlo.Non so com’è passare sotto una scala senza disagio, uscire da una porta senza rifare il percorso, vivere senza questi automatismi.
Nel processo di crescita si sbaglia sempre quando si parla con i giovani. Qualsiasi cosa dicessero era sbagliata. Poi crescendo ti rendi conto dei sacrifici, degli scatti di rabbia, di panico, degli scatti di scatti, perché si ticca tutti.E alla fine te ne fai una ragione.
Spero di essere stato abbastanza piacevole. Vado a godermi il sole, oggi è una bellissima giornata.Ci sentiamo al prossimo giro.
Buoni tic a tutti.

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