La Tourette non è una scusa ed essere buoni non basta
- 20 ore fa
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Essere buoni non basta. Oggi mi è venuta in mente una frase che mi dicevano sempre. “Sei stato più buono?” Non so perché, ma mi è rimasta lì. Forse perché la sentivo spesso. A catechismo. Da piccolo. Un po’ ovunque. E oggi mi sono chiesto una cosa. Ma davvero basta essere buoni?
Perché se guardo la mia vita… non mi sembra proprio. Io da piccolo ero quello diverso. Non c’era ancora la parola Tourette come adesso. N on c’erano diagnosi precise. Eri solo tu. E se eri strano… eri strano.
Io ero quello “speciale”. E questa parola mi ha sempre dato fastidio. Non so spiegarti bene perché. Ma mi dava proprio fastidio. Io non volevo essere speciale. Volevo essere normale. E invece no. Non invitato alle feste. Un po’ ai margini. Sempre quello “un po’ così”. E la cosa strana è che, senza diagnosi, in qualche modo eri più libero.
Nessuna etichetta. Nessuna protezione. Ma nemmeno nessuna scusa. Oggi invece funziona diverso. Hai una diagnosi… e sembra quasi che ti protegga. Però poi esci nel mondo vero. E lì capisci una cosa molto semplice. Alla gente non gliene frega niente. E allora torniamo a quella frase. “Sei stato più buono?” Ci insegnano a esserlo. A non arrabbiarci. A stare tranquilli. A comportarci bene.
Ma la rabbia mica sparisce. Resta. Ti rimane dentro. Ti gira in testa. E a volte non sai nemmeno come tirarla fuori. A me succede. Magari mi tengo dentro qualcosa per giorni.Poi basta una stupidata… e parte tutto. E nessuno ti insegna davvero come gestirla. Ti dicono:“ Stai tranquillo”“ Non pensarci”
Ma non funziona così. E poi c’è un’altra cosa. La gente che ti sta attorno. Ti vogliono bene. Lo so. Però a volte sembrano più in difficoltà loro di te. Ti dicono: “So come ti senti” E ti verrebbe da girar loro la testa.
Non lo sanno. Perché certe cose le capisci solo se le vivi. Quel pensiero che ti gira in testa tutto il giorno. Tutti i giorni. Quella tensione che non se ne va. Queste cose le impari da solo.
Col tempo. E piano piano capisci una cosa. Non basta essere buoni. Puoi essere la persona più educata del mondo. E comunque: non vieni invitatonon vieni capito, non vieni scelto Io gli amici veri li conto su una mano. Forse meno. E non perché non fossi buono. Semplicemente perché la vita non funziona così. A un certo punto devi smettere di aspettare che gli altri capiscano. E iniziare a capire te stesso.
Devi trovare un equilibrio. Dentro. Non te lo insegnano a scuola. Non te lo insegnano i farmaci. Non te lo insegnano gli altri. Te lo insegna la vita se vuoi ascoltarla.
E sì, puoi usare la Tourette come scusa. È facile. Oppure puoi dire: Ok. Ce l’ho. E quindi? E lì cambia tutto. Perché smetti di giustificarti e inizi a vivere.
Non perfetto. Non sempre sereno. Ma vero.
E alla fine…è quello che conta davvero.



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