top of page

Tourette e identità: quando smetti di odiarti

  • 17 mar
  • Tempo di lettura: 3 min

Illustrazione in stile anime di un uomo adulto che guarda fuori dalla finestra con una scatola chiusa sul tavolo, simbolo di scelta e identità nella Tourette.

Non ho sempre accettato la Tourette.Per anni l’ho odiata. E insieme a lei ho odiato me stesso. Avevo circa 17 anni quando ho iniziato a non riconoscermi più. La mia Tourette Plus era al massimo della sua espressione. I farmaci mi avevano fatto prendere cinquanta, forse sessanta chili. Fumavo. Non riuscivo più a fare cose semplici: scrivere con una penna senza scatti improvvisi, camminare senza inciampare, parlare senza balbettare. Non era solo la Sindrome di Tourette.Era la sensazione di aver perso la mia identità.


Quando non ti riconosci più

I tic erano ovunque, ma non erano il vero problema.Il problema era sentirmi diventato “quello con la Tourette”.

Non Marco.Non una persona con sogni, carattere, difetti.Una diagnosi ambulante.

I farmaci, alla lunga, hanno fatto effetto. I tic si sono ridotti. Ma io mi sono spento. Non dormivo più. Avevo la vista appannata. Ero perennemente stanco. Ero lucido a metà.

È lì che, anche senza dirlo ad alta voce, ho capito una cosa fondamentale:

meglio pieno di tic o svuotato di me?


Il giorno in cui ho scelto

Non c’è stato un discorso epico.Non un terapeuta illuminato.Non un momento da film.

Un giorno ho smesso tutto di colpo.

È stata una ricaduta forte. I tic sono tornati con violenza. Ma insieme a loro è tornata anche la mia lucidità.

Ho iniziato a capire che convivere con la Tourette non significa eliminarla. Significa canalizzarla. Capire dove puoi contenerla e dove no. Capire quando puoi rispettare gli altri e quando puoi semplicemente essere te stesso.

Ho capito che preferivo avere tanti tic ed essere presente, piuttosto che vivere sedato e distante da me.

Accettare la Tourette, per me, è iniziato lì.


La Tourette non è la tua identità

“La Tourette non esiste, esiste solo negli occhi di chi guarda.” Che sia una citazione o meno, per me ha un senso preciso. La Sindrome di Tourette esiste dal punto di vista clinico. Ma l’identità che costruisci attorno a essa è una scelta. Per anni l’ho usata come scudo. A scuola era una scusa perfetta. A casa no. A casa non contava. Ero sano come un pesce e non c’erano sconti. I miei amici veri mi dicevano che fare il “tourettiano di merda” con loro non mi dava diritto a privilegi. Avevano ragione. Quando smetti di usare la Tourette come giustificazione per tutto, inizi a usarla come consapevolezza.


Perché molti con la Tourette continuano a odiarsi

L’odio verso sé stessi nasce dalla percezione. Nasce dallo sguardo degli altri. Dalla famiglia che fa del suo meglio ma non sempre nel modo giusto. Dal sentirsi il motivo di tensioni o difficoltà. Molti adulti con la Tourette crescono convinti di avere meno possibilità degli altri. A lungo andare si convincono di essere diversi nel senso peggiore del termine. E quando ti convinci di valere meno, inizi a odiarti. Ma vivere con la Tourette non significa avere meno possibilità. Significa affrontarle in modo diverso.


Oggi

Oggi ticco. Urlo quando mi va. Ma ho delle decenze. Se sono pieno di tic non vado al cinema per rispetto di chi mi sta accanto. Un tempo non ero così magnanimo. Se qualcuno mi fissa mentre cammina, a volte aumento i tic apposta. Alcuni finiscono per inciampare o andare a sbattere. Non è cattiveria. È che non ho più bisogno dell’approvazione di nessuno. Non mi interessa cosa pensa la gente. Sto bene così.Non cambierei niente. E quando qualcuno mi dice che un farmaco potrebbe aiutarmi, rispondo sempre la stessa cosa: Non a me.

Commenti


2026 La Tourette e Me ® - Ticcami

22 feb 2026, 10_48_36.png

Resta sempre informato su Podcast e Blog

bottom of page