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La Tourette non è quella delle parolacce: la verità

  • 10 mar
  • Tempo di lettura: 2 min
Vignetta animata che mostra un bambino con Tourette giudicato da un prete mentre la madre allontana un altro bambino su una panchina, simbolo dello stigma e del giudizio sociale.

Siamo spesso additati, così come lo erano i Turchi, a causa di una presunta diceria che chi ha la tourette spesso dica un sacco di parolacce. Gente che dice le peggio parole. Gente che incrinerebbe una statuetta santa di porcellana al solo levare dei propri pensieri.


Purtroppo, anche grazie alla gogna mediatica, si è diffuso questo virus per il quale chi ha la Sindrome di Tourette è automaticamente avezzo al turpiloquio.

E io che sono Veneto, cosa dovrei dire?


Sì, ho degli attacchi di rabbia e di coprolalia, e penso siano amplificati dalla Tourette. Ma non stiamo parlando di Tourette e rabbia. Quello è un altro argomento, che merita un siparietto tutto suo. Qui parliamo di sproloquiare a iosa per ogni qualsiasi cosa. Non il normale turpiloquio ecclesiastico perché la connessione della Play ha laggato.


Con questo in mente, siamo strani. Siamo diversi. Siamo volgari.Ah, quello con la malattia delle parolacce.Siamo la peste da evitare.


Ignorantemente, seguendo video e testimonianze di persone anche Tourettiane, ma che portano questa neuropatia all’esasperazione, stiamo conoscendo scenari che, per quanto buffi possano risultare, portano anche un sacco di disinformazione.


E, essendo così presi dal vivere mondano, così veloce, così asettico, prendiamo spesso per verità ciò che assimiliamo scrollando sul telefono, al bagno, prima di coricarci, o tra una pausa e l’altra mentre lavoriamo.


Con questo in mente, non voglio dire che siamo degli angioletti travestiti da diavoli. Siamo solo più inclini a sovradosare le emozioni che ci attraversano.


E quindi, se qualcosa ci fa arrabbiare, non ci arrabbieremo mettendo il broncio. Non almeno finché non avremo imparato a gestire quella frustrazione che sale dentro. E anche questo meriterebbe un altro post.


Ci scusiamo poi. Chiediamo sempre scusa.


Molte volte i genitori fanno finta di niente davanti alle offese dei loro pargoli, dei loro eterni bambini adolescenti, adulti bambini. Di tutta quella cattiveria che non sanno gestire.

Io non potevo avere quel lusso.


Ogni tanto, ridendo, dicevo che avevo sì la Tourette, ma che la Tourette aveva paura dei miei genitori.


E credo che un punto importante, soprattutto quando si è giovani, sia avere dei paletti. Che anche se hai la Tourette, non puoi oltrepassare.

Quindi sì, sproloquia quanto vuoi. Ma non puoi mancare di rispetto alle persone. Ai genitori.

Forse oggi non ti mescolano più i denti in bocca quando lo fai. Forse sono più timorosi per la tua psiche, da lasciarti passare tutto. Ma non è così che cresceranno una persona che sa autogestirsi.


Se volete essere persone “normali”, allora dovete essere trattate come tali. Altrimenti potete farvi mettere in una comunità, e lì nessuno darà peso alle vostre parole.


Quindi sì, probabilmente imprechiamo parecchio. Pur non avendocela con nessuno.

Ma sappiate questo: la coprolalia, così come la raccontano i fanta-guru di internet, colpisce circa l’1% delle persone con la Sindrome di Tourette.


Non tutti.

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