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Psicofarmaci e Tourette: quello che nessuno dice ai genitori

  • 24 feb
  • Tempo di lettura: 3 min
Vignetta su psicofarmaci e Tourette con madre che urla al figlio con tic durante la terapia farmacologica

Parlare di Tourette comprende anche il tema degli psicofarmaci nella Tourette, e il fatto che non sempre l’abilità e la perseveranza dell’individuo riescono a gestire situazioni, tic e complessità legate alla sindrome.


Spesso i primi tic iniziano nell’infanzia, ed è qui che il piano medico pesa molto di più rispetto a quanto accade per adolescenti o adulti. I tic sorgono spesso in modo quieto, quasi impercettibile, per poi diventare invasivi. La Tourette può provocare ossessioni, momenti di sconforto, attacchi di panico e molto altro.


In questo frangente si cerca sempre di fare il meglio per chi ci sta accanto, soprattutto data la sua giovane età. Si fanno visite su visite, fino a trovare il medico giusto, perché spesso si viene mandati a destra e a manca senza quelle risposte che servono davvero.

Quando ci rendiamo conto della nascita di questa “diversità”, veniamo attenagliati da migliaia di dubbi, sensi di colpa e sconforto. Vorremmo fare qualsiasi cosa per poter “sistemare” la situazione che stiamo vivendo, e malgrado associazioni, numeri utili e altre risorse, siamo ancora e troppo spesso soli ad affrontare il problema.


Vediamo il problema ancor prima di vedere la condizione. Spesso siamo noi a decidere che i nostri figli debbano stare meglio, solamente perché non vogliamo vederli avere i tic, anche se poi loro, in molti casi, ci convivono benissimo.


Altre volte invece succede che i tic sono troppi, i disturbi che creano sono tanti, e per quanto facciamo non riusciamo ad alleviarli. Ognuno vede e vive la Tourette a modo suo, ma se troppi tic e comorbidità precludono la vita sociale, la scuola, gli amici, allora qui interviene l’esperto. Il medico che ha stilato la diagnosi.


Andiamo in cerca, quasi disperati, di sapere la causa, il motivo. Ma allo stesso tempo siamo spesso molto restii a iniziare trattamenti farmacologici.

Qui il farmaco non è il cattivo. Il cattivo è l’ignoranza.


Se andassimo a leggere i bugiardini dei più comuni farmaci che prendiamo ogni giorno, eviteremmo probabilmente di prendere anche quelli. Ma qui si parla del nostro bambino. E dare farmaci non è mai, per molti, la scelta giusta.


Chiediamo al medico la cura, ma poi, nel confronto quotidiano, abbiamo parenti, amici e conoscenti che ignorano la natura della sindrome e che, per sentito dire, aborriscono i farmaci.


I farmaci per la Tourette, specialmente gli psicofarmaci, non sempre hanno gli esiti sperati fin dall’inizio. Vanno seguiti, spesso aggiustati, calibrati. E sì, danno anche effetti collaterali. A chi più, a chi meno, ma li danno.


E basandomi sulla mia esperienza personale, posso dire che sarebbe stato molto meglio averli presi da bambino piuttosto che da adolescente.


Molto spesso gli specialisti di questa sindrome trovano la giusta combinazione per attenuare i tic e permettere una vita normale. Ma questo, a molte persone, sembra come se il proprio figlio venisse trattato come un esperimento.

E qui entra il mio pensiero personale.


Non esiste una vera e propria cura per la Sindrome di Tourette. Possiamo arginarla. Possiamo sopprimerla con i farmaci. E poi, come ho deciso di fare io, possiamo scegliere di tenercela e imparare, con tanta pazienza, a gestirla.

Ma senza il periodo con i farmaci, probabilmente, sarebbe stato impossibile.


Il medico che cura solo con placebo non è sempre il medico migliore.E quello che propone una terapia farmacologica non è il medico peggiore.



Ma il medico pietoso, troppo spesso, fa la ferita purulenta.

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